UN LUSTRO CHE DÀ LUSTRO. OLTRE I LIMITI COMPIE CINQUE ANNI

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Categoria Pubblicata il 25 giugno 2010

L’auditorium della scuola media “F.sco Netti” era pieno di gente ieri sera per la presentazione di una serie di slides che ripercorrevano la storia del progetto, dalla nascita sino al presente. I veri protagonisti sono stati e sono i ragazzi del progetto. La responsabile, dott. Maria Difonzo, ha realizzato la presentazione proprio per il compimento del primo lustro di vita del progetto.

Tutti i ragazzi diversamente abili partecipanti al progetto erano presenti. Piccolo inconveniente: l’ascensore che avrebbe consentito un facile accesso all’auditorium non era funzionante. Il personale non docente non era stato informato della presenza di persone che non sono in grado di camminare sulle proprie gambe e solo la presenza di nerboruti ragazzi ha reso meno disagevole il disagio, aiutando a scendere la carrozzina per la rampa di scale. Non sarebbe stato necessario l’intuito di Maigret per capire che serviva l’ascensore, o almeno aprire il cancello sul retro per rendere agevole l’accesso.

Immagine_009Il presidente dell’Atlethic Maraton Franco Fraccalvieri ha voluto ricordare la scomparsa della dirigente scolastica Maria Caponio, venuta a mancare pochi giorni fa. È partito un applauso unanime e commosso da parte di tutti. Se la sorte le avesse dato l’opportunità, sarebbe stata sicuramente presente in auditorium a gioire con i ragazzi e i genitori. Il progetto è andato oltre ogni più rosea aspettativa, ottenendo risultati positivi, non solo alle gare che si tengono su tutto il territorio nazionale, ma anche con le iniziative, come l’ultima durante le festività di S. Erasmo, in cui i ragazzi hanno messo in vendita i lavori artistici realizzati nelle ore di laboratorio. Inizio in sordina, ma durante l’esposizione è sembrato che fosse passato l’ufficiale giudiziario a pignorare il tutto. Non era rimasto quasi più niente da mostrare o vendere. Un successo inaspettato e forse per questo ancor più gratificante.

Durante la proiezione del filmato, il buio in sala ha celato le lacrime che rigavano il viso di molti, ma il favore della tenebra nulla ha potuto contro i singhiozzi e i sussulti e i sospiri emozionanti ed emozionati che il filmato ha suscitato in tutti i presenti. Particolarmente significativo il resoconto fotografico delle gare sportive. I ragazzi diversamente abili (come si fa a chiare diversamente abile una persona che corre 100 metri in pochi secondi?) hanno fatto incetta di coppe e medaglie ovunque abbiano gareggiato e per questo il presidente Fraccalvieri deve pagare il debito contratto a inizio stagione, quando aveva promesso pizza e birra qualora i propri atleti avessero vinto almeno una medaglia. È bene ricordare che la gara, oltre l’aspetto ludico, fondamentale nell’attività sportiva, è una competizione a tutti gli effetti e arrivarci comporta mesi di allenamenti e sacrifici. È il male comune per ogni sportivo, sia esso “normale” o disabile. L’uso delle virgolette è assolutamente voluto, perché, come affermato in una slide, “la disabilità non è un mondo a parte, ma una parte di mondo”.

Alla riaccensione delle luci, molti visi di genitori e di ragazzi erano solcati dalle lacrime di commozione. Maria Difonzo ha ripercorso a ritroso il percorso del progetto, segnato da gioie e soddisfazioni, ma anche da sofferenza, sudore, lacrime, rimproveri, che servono a far crescere e capire quando si commette un errore, perché per amore delle rose, bisogna assolutamente imparare a sopportare le spine.

I ragazzi e le ragazze del progetto, chi con difficoltà motorie, altri con problemi a livello psichico e psicologico, hanno dimostrato di avere una manualità eccezionale e hanno realizzato lavori di decoupage e intarsio che reggerebbero tranquillamente il confronto con il migliore ebanista.

Recitava un’altra frase: “ Il mio non è un cammino, ma la danza tribale di un ballerino bendato”. L’incedere non sarà elegante, ma cammina. "Eppur si muove", disse Galileo Galilei quasi 500 anni fa. Si è voluto mostrare quanto lavoro e passione e spirito di abnegazione c’è dietro e davanti.

Immagine_013Alla fine della proiezione hanno preso la parola alcuni ragazzi, che hanno ringraziato i responsabili. Stessa cosa hanno fatto il presidente Fraccalvieri e il suo vice, che hanno colto l’occasione per ringraziare Nino Mele, il cui supporto è stato di vitale importanza negli ultimi due anni e che ha operato sempre in silenzio, senza mai pretendere lodi e applausi. Un ringraziamento è andato anche a Roberto Ficarra, che in un momento di difficoltà economica ha aiutato la società, anche mettendo a disposizione il minibus della Murgiabasket, senza il quale non sarebbe stato possibile andare in trasferta e fare man bassa di trionfi e medaglie.

Nino Mele ha sottolineato l’assenza di appartenenti all’amministrazione comunale. Assenti il sindaco Lillo, l’assessore Cecca. Non era presente neanche un consigliere. Anche l’opposizione risultava assente. Mele ha lanciato un invito alle autorità affinché vi sia un cambiamento reale, in primis nel modo di pensare.

Isabella Difonzo, madre da sempre in prima linea, ha invitato i genitori a partecipare alle assemblee e discutere e farsi sentire. Non come l’ultima volta, quando alla presentazione dei piani sociali di zona, i genitori dei ragazzi diversamente abili si potevano contare sulla mano di un monco e sarebbero anche avanzate le dita.

Non c’è manifestazione senza l’aspetto gastronomico. L’altra volta, i muffin e le ciambelle avevano deliziato il palato di molti. In questo caso tutti si sono poi recati in pizzeria per festeggiare degnamente la fine della stagione, i trionfi dentro e fuori dal campo e un lustro di vita.

Ai responsabili un applauso per quello che fanno e per come lo fanno. Ai ragazzi che corrono, lanciano e saltano un abbraccio e un invito a non mollare mai, che spesso sono un esempio di vita per molti che si abbattono per un banale raffreddore. Un ringraziamento di cuore perché danno il pane quotidiano agli organi d’informazione, perché senza di loro, spesso non si saprebbe cosa scrivere.

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